M. Il figlio del secolo

Scurati Antonio

Bompiani (2018)
24 €
 9788845298134

Lui è come una bestia: sente il tempo che viene. Lo fiuta. E quel che fiuta è un'Italia sfinita, stanca della casta politica, della democrazia in agonia, dei moderati inetti e complici. Allora lui si mette a capo degli irregolari, dei delinquenti, degli incendiari e anche dei "puri", i più fessi e i più feroci. Lui, invece, in un rapporto di Pubblica Sicurezza del 1919 è descritto come "intelligente, di forte costituzione, benché sifilitico, sensuale, emotivo, audace, facile alle pronte simpatie e antipatie, ambiziosissimo, al fondo sentimentale". Lui è Benito Mussolini, ex leader socialista cacciato dal partito, agitatore politico indefesso, direttore di un piccolo giornale di opposizione. Sarebbe un personaggio da romanzo se non fosse l'uomo che più d'ogni altro ha marchiato a sangue il corpo dell'Italia. La saggistica ha dissezionato ogni aspetto della sua vita. Nessuno però aveva mai trattato la parabola di Mussolini e del fascismo come se si trattasse di un romanzo. Un romanzo - e questo è il punto cruciale - in cui d'inventato non c'è nulla. Non è inventato nulla del dramma di cui qui si compie il primo atto fatale, tra il 1919 e il 1925: nulla di ciò che Mussolini dice o pensa, nulla dei protagonisti - D'Annunzio, Margherita Sarfatti, un Matteotti stupefacente per il coraggio come per le ossessioni che lo divorano - né della pletora di squadristi, Arditi, socialisti, anarchici che sembrerebbero partoriti da uno sceneggiatore in stato di sovreccitazione creativa. Il risultato è un romanzo documentario impressionante non soltanto per la sterminata quantità di fonti a cui l'autore attinge, ma soprattutto per l'effetto che produce. Fatti dei quali credevamo di sapere tutto, una volta illuminati dal talento del romanziere, producono una storia che suona inaudita e un'opera senza precedenti nella letteratura italiana. Raccontando il fascismo come un romanzo, per la prima volta dall'interno e senza nessun filtro politico o ideologico, Scurati svela una realtà rimossa da decenni e di fatto rifonda il nostro antifascismo.
@cristinaberardo
19 agosto 2019
Narrazione esemplare di un periodo molto difficile da raccontare. Dettagliato,preciso,analitico ma mai banale o prolisso. Una chiave di lettura sicuramente diversa e nuova che ci permette di vedere con gli occhi del protagonista ( e con le sue sensazioni,emozioni e sentimenti) i fatti che hanno profondamente segnato la storia del nostro paese e non solo. Una storia che la raccontata per capire e interpretare il presente.
@alessandra.fedeli
26 maggio 2019
Spaccato tragico degli anni dell'ascesa del fascismo
@fablulo
26 aprile 2019
Un libro di storia che si legge come un romanzo.
@tiberiosarti
05 gennaio 2019
Prestazione autoriale veramente notevole.Piu’ che soffermarmi sulla scrittura, raffinata ed efficace, e sulla ricostruzione vivida e meticolosa, commento l’attualità della figura di M. ‘Lui’ era sicuramente, con un secolo di anticipo, un politico postideologico. Ricorda, nel cinismo al perseguimento dell’obieattivo, certe figure oggi familiari che calcano la scena pubblica. I contenuti si piegano ai contesti e ai percorsi, lucidamente interpretati ai fini della conquista del potere. Grazie Scurati anche per queste suggestioni, oltre che per la tua bella narrazione.
@cristinaberardo
28 luglio 2019
Sono solo all'inizio ma il pensiero è stato lo stesso circa la somiglianza con gli atteggiamenti politici di oggi!
@jacopobozzer
31 dicembre 2018
Capolavoro. Un libro necessario. Impegnativo ma allo stesso tempo coinvolgente, che si legge tutto d’un fiato. Un imparziale - e per questo spietato - ritratto di un’Italia magari lontana nel tempo, ma più vicina di quanto si possa pensare.
@robertodorsi
01 novembre 2018
Ottimo libro: un modo chiaro e obiettivo di leggere la storia, il primo di una trilogia
@alessandroosellame
31 ottobre 2018
Potrebbe essere un libro interessante da leggere. Qualcuno l’ha letto?